L’avvocato che sta scrivendo il contratto per il servizio XX mi ha chiesto di dettagliare che tipo di contenuti non vogliamo che siano presenti nel servizio.
Ho scritto un elenco di cose, fra cui “non ci devono essere bestemmie”
Mi telefona per dirmi che sono stata troppo generica.
Le chiedo “ma non mi starai mica chiedendo un elenco di bestemmie?”
Lei “beh, piu’ dettagliamo meglio e'”
Per un attimo sono tentata di accontentarla (me l’ha chiesto lei, no?), snocciolando le peggiori imprecazioni che so o che posso inventare su due piedi.

Lei per prima sapeva che stavo facendo tutto il possibile e che non potevo ottenere quello che chiedevano. Dopo gli insulti e i colpi sotto la cintura glielo dissi: “mi aspettavo che tu dicessi qualcosa” al che lei “non ti ho difeso perche’ la penso esattamente come loro“.
A distanza di mesi (di tempo, si trattava, di avere piu’ tempo. E meno bigotteria) ho ottenuto per loro quello che volevano. E poi me ne sono andata. Adesso parlate con il mio successore: lento, stupido, ignorante e approssimativo. E’ passato meno di un mese e lei ha mollato il colpo. Dio, che bella sensazione.

L’associazione Tortello, di cui ho gia’ parlato, si e’ organizzata finalmente come dio comanda: un indirizzo unico per il reply (che non rimbalza a tutti), disclaimer privacy in fondo. Solo che il capo dell’associazione Tortello la usa per mandare in giro i mortiferi pps con le battute, i karma, e pure gli insulti: “Ora che il tuo governo ha mandato i soldati in Libano,ora che stà per tagliarti la pensione,ora che ti obbligherà a pagare con assegni,ora che ha liberato ladri,assasini,truffatori,ora che stabilirà per legge il periodo delle tue ferie,ora che aumenterà le tasse,che taglierà i fondi ai comuni…….Ammettilo:inizi a sentirti un pò coglione? Bhè qualcuno ti aveva avvertito”
Non ce n’e’ proprio.

Mi stanno rimbalzando come una palla da bigliardino. L’utente A chiede collaborazione per la ricerca X. Scrivo in cc a B,C,D,E,F e gli dico “Per voi e’ ok?”. B mi dice di chiedere a C “a voce” (nessuno dei suddetti ha mai risposto alla mia mail). C mi dice di sentire al telefono A e di assicurarmi che non ci sia sotto l’attivita’ Y. Telefono ad A, mi rassicura, propongo una modalita’, ci lasciamo dicendo che sentiro’ il responsabile D e poi si parte. D non risponde alle mie mail, poi torna dalle ferie, e mi dice “si, ma E che ne pensa?”. E non ne penserebbe un cazzo secondo me, visto che non e’ mai intervenuto, anche se era in cc alle mail fin dall’inizio (tre settimane fa!!). Ma intanto mi tocca reinterpellarlo. E adesso e’ E ad essere in vacanza. Se A mi richiama per sapere come mai non si comincia, mi faccio negare.

Ho chiesto ad A di affiancare B mentre le insegna l’attivita’ xxx. Passano mesi, e vedo che A ancora controlla il lavoro di B, e B non e’ autonoma. Alle mie richieste “ma B lo sa fare xxx o no?”, A cincischia. Mi impongo e rispedisco al mittente un paio di mail di B con indicaizoni sbagliate riguardo all’attivita’ xxx, motivandole. Finalmente vedo B autonoma. E vedo che B delega l’attivita’ xxx a C. Ahia. Avra’ B trasmesso a C le linee guida che le ho nel frattempo ri-insegnato per l’attivita’ xxx? Alle mie richieste in proposito, A concischia (e ti pareva). Controllo l’attivita’ di C. Un macello: mando via mail le correzioni, e metto in copia A e B. Chi di loro tre non avra’ fatto quello che ho chiesto? La risposta si perde nel vento.

Si avvicina a me: “chi si occupa di XXX?” XXX e’ una roba immensa, se ne “occupano” in 300. Che domanda e’? Per cui rispondo “non lo so”. “Ah, non lo sai.” Incredibile ma vero, sta per allontanarsi. Mi incazzo e contemporaneamente la aiuto “Ma in che senso xxx? Per la modifica, la moderazione, l’erogazione?”. Tremebonda, mi risponde, ma si vede che l’ho intimorita. Mi dispiace, ma vaffanculo. E ultimamente e’ tutto cosi’, totalmente dicotomico e contraddittorio: mi dispiace, ma vaffanculo

Una volta all’anno ho questa masochistica tentazione di fare il test: vediamo se oggi A pensa a me quanto io a lui, chissa’ se B si ricorda, vedrai che C e D non mancheranno, ma E non si fara’ sentire. Un misto di autocommiserazione e puerile voglia di rivincita, tanto piu’ puerile perche’ se fossi come mi propongo non ci farei neanche caso. E cosi’ sono io l’unica che si sottopone alla mia prova, e la fallisco, sempre.

E’ un lavoro semplice, ma se non si sta attenti si espande fuori da ogni controllo. Lo so perche’l’ho fatto decine di volte. Quando si scrivono delle istruzioni ad un certo livello di approfondimento ci si deve fermare, perche’ continuare significherebbe scrivere l’enciclopedia.
Siccome, scodinzolando, ci si sono messi due dirigenti che non l’hanno mai fatto, al servizio di un dirigente piu’ alto in grado che trova che se non avanza qualche critica non va bene, queste due paginette di istruzioni per speigare ad un gruppo di tizi: “guardate la versione 1 della pagina, poi guardate la versione 2, se sono diverse avvertite i tecnici”, sta diventando un manuale di stile. Mi chiedono di aggiungere un paragrafo che dettagli “cosa e’ un titolo”.

In ufficio abbiamo compilato la “mappa delle capacita’”. In una scala da 1 a 5, dove 2 e’ “capacita’ adeguata al ruolo ricoperto”, ho preso un bel 5 in “gestione del conflitto” e un paradossale 1 in “stabilita’ emotiva”.
Come faccio ad essere contemporaneamente un drago con gli utenti e un disastro con i colleghi?